Livelli e Metalivelli di Pensiero
Non è consueto ma a volte capita, proprio come in questi giorni.
Le Terapie sono diverse, tutte tra loro. Come un abito su misura, ognuno ha il suo percorso anche quando, almeno apparentemente, le problematiche sembrano le stesse.
Accade tuttavia che si incrocino i percorsi e che si possa arrivare a riflettere su una stessa dinamica nello stesso giorno, in due Terapie differenti (e con aspettative di significato altrettanto diverse)
È capitato proprio qualche giorno fa ed ho pensato allora che fosse il momento di “muovervi” qualche pensiero intorno…
I fatti, quello che accade, hanno sicuramente un peso nella nostra vita ma si ritiene sempre di più (e da più parti) che questo (il peso) sia “leggero” rispetto al peso di quanto pensiamo dei fatti stessi… rispetto cioè al significato che ad essi attribuiamo (peraltro del tutto soggettivamente).
Il Pensiero prevale tanto piu quando osserviamo i problemi da nostro punto di vista: il disagio psicologico.
.. la sofferenza psichica.
“Solo il dieci percento del nostro malessere dipende da quello che succede….
Questo primo livello di riflessione, di per sé una sorpresa per molti, viene superato da un altro livello di pensiero, che si decida di scegliere ognuno dei possibili significati possibili del.prefisso meta- (“trasformato”, “affine”, “successivo”, “trascendente”) (*) Il metapensiero è un pensiero “altro” che rimanda alla autoreferenzialità (il mondo del soggettivo che si contrappone alla oggettiva eteroreferenzialità) e che nel nostro caso diventa centrale nella perseveranza del problema, nell’innesco del circolo vizioso che rimanda all’ “È sempe così” di cui abbiamo parlato proprio nell’intervento di qualche giorno fa.
“Il progetto che dovevo presentare non è piaciuto (1) … Non è stato preparato in modo appropriato (2) … Come sempre, sono stata troppo superficiale (3)”
“Mi hanno comunicato che cambierò mansione (1) … Ho passato tre giorni a dirmi “non sarai all’altezza” (2) … Come sempre, sono capace solo di vedere il negativo delle cose (3)”.
Ecco gli “estrapolati” delle due Terapie che hanno suggerito l’intervento di oggi.
Sia nel primo che nel secondo caso è possibile individuare nel punto (1) l’evento, nel punto (2) la riflessione (innescata dall’evento) e nel punto (3) il metapensiero autoreferenziale alla base del meccanismo di perseverazione del vissuto di inadeguatezza personale.
Interessante al riguardo la metafora proposta, dal “titolare” del secondo percorso: “E’ come se mi trovassi di fronte ad una stanza vuota che devo arredare, lo faccio ma poi, appena mi volto, torna vuota come se non avessi fatto nulla… Manca il meccanismo che mantiene il lavoro fatto. Non funziona”.
Un Meccanismo che non funziona anzi, propongo (ed accetta) che non sa usare. Differenza di non poco conto.
Ma questa, è un’altra storia…
(*) www.treccani.it